Care sorelle e fratelli immigrati in Italia o che state per venire,
dopo la giusta presa di posizione della S. Sede contro la legge razzista approvata dal Parlamento italiano in questi giorni, mi sono confrontato a lungo con i documenti del Magistero della Chiesa, con un insegnamento che non tentenna nell’affermare l’assoluta priorità per il cristiano di farsi prossimo a chi non ha prossimo. E, in questo particolare momento storico, chi è più privo di prossimo di voi, sradicati dalla vostra terra, lontani dalla patria e dagli affetti, scacciati dai Paesi ricchi?
Accettare fino in fondo il Vangelo e l’insegnamento della Chiesa deve portare noi cristiani a denunciare fermamente l’imperante ondata di xenofobia nei vostri confronti, e deve farci andare controcorrente rispetto al dilagare del razzismo camuffato da presunta “sicurezza”. Inoltre, deve porci di fronte ad un dissidio inconciliabile: l’impossibilità di rispettare le leggi dello Stato che si ergono come muro ad arginare la massa dei disperati che preme.
Nella Bibbia si legge: “non dimenticate la filoxenia, alcuni praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli” (Eb.13, 2). L’autore della lettera agli Ebrei non chiede solo l’accoglienza dello straniero, ma l’amore per lui: la filoxenia appunto, che è l’esatto contrario della xenofobia. Si dice che l’Italia sia un Paese a maggioranza cattolica, o comunque di radici culturali cristiane, ma sembra che l’onda montante nel Paese abbia ben diversa matrice. E non mancano, ormai, forze politiche come la Lega, che squallidamente cavalcano questa pericolosa onda dell’intolleranza, esclusivamente per fini elettorali.
In questi giorni il Parlamento del mio Paese, che si dichiara a maggioranza cristiana, ha deciso di cacciarvi via, vuole respingervi dall’Italia. Mi sono interrogato su quale sia il ruolo del Parlamento: accettare il ricatto interessato di fascisti e leghisti a recepire e ratificare gli umori del Paese oppure - nel rispetto dello spirito della Costituzione - attraverso le leggi, aiutare questo Paese a crescere. Io non sono un esperto di leggi, né un esperto dei problemi dell’immigrazione, tuttavia mi permetto di ricordare ai parlamentari del mio Paese, che una legge per regolamentare l’ingresso degli immigrati e che costituisca la Carta fondamentale per una convivenza multietnica, non può fondarsi sulla repressione, sui respingimenti indiscriminati e sullo stato di polizia, ma deve avere come presupposto l’accoglienza. Non si può considerare, in fact, "hostis" who gave the Constitution and our cultural tradition considers "hospes.
Therefore, brethren migrants, an invitation to come and stay in Italy because it is not true that you are criminals, because it is not true that you come to steal our jobs, it is not true that you are too, so it can not be integrated into our social fabric. I invite you to come and stay in Italy as in any case you have something to give, because you can help this country to change, because there are not only those who do not want you: fortunately, there are many who are happy to have you with us, and I do not see why racism should always prevail.
Come and stay in Italy if this is the place you love to live, because territorial boundaries, the idea of \u200b\u200bhomeland and nation are part of the past, we are all alike, citizens of one world.
I make my own the words of Don Tonino Bello, bishop and president of Pax Christi, and I ask you to accept them on behalf of all the Italian Christian: "Forgive us, brother foreigner, if we have not been able to bravely raise their voices to force the hand of our legislators. We still lack the audacity to cry that the rules in force in Italy, with regard to illegal immigrants like you, they taste police do not protect the most basic human rights, and are unworthy of a free nation like ours. "
Migrant brothers, do not listen to those who want you to believe that Italy is a racist country, are convinced that there are many people who would be very happy to shake a bit 'to make place. I am among them, ready to disobey the law just passed by Parliament, a law unjust, racist and inhumane, ready to entertain you and, if necessary, to hide. And I'm sure lots of my brother priests and fellow Italian will do the same. The Fathers of the Church has always claimed that "an unjust law is a law, and to disobey is a duty." For this I am ready to pay any price penalty for my disobedience, indeed, as soon as I autodenuncerò judicial authorities for "incitement to murder" and "apology to crime".
Meanwhile, as far as I'm concerned, welcome in Italy migrant brothers 'illegal'!
dopo la giusta presa di posizione della S. Sede contro la legge razzista approvata dal Parlamento italiano in questi giorni, mi sono confrontato a lungo con i documenti del Magistero della Chiesa, con un insegnamento che non tentenna nell’affermare l’assoluta priorità per il cristiano di farsi prossimo a chi non ha prossimo. E, in questo particolare momento storico, chi è più privo di prossimo di voi, sradicati dalla vostra terra, lontani dalla patria e dagli affetti, scacciati dai Paesi ricchi?
Accettare fino in fondo il Vangelo e l’insegnamento della Chiesa deve portare noi cristiani a denunciare fermamente l’imperante ondata di xenofobia nei vostri confronti, e deve farci andare controcorrente rispetto al dilagare del razzismo camuffato da presunta “sicurezza”. Inoltre, deve porci di fronte ad un dissidio inconciliabile: l’impossibilità di rispettare le leggi dello Stato che si ergono come muro ad arginare la massa dei disperati che preme.
Nella Bibbia si legge: “non dimenticate la filoxenia, alcuni praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli” (Eb.13, 2). L’autore della lettera agli Ebrei non chiede solo l’accoglienza dello straniero, ma l’amore per lui: la filoxenia appunto, che è l’esatto contrario della xenofobia. Si dice che l’Italia sia un Paese a maggioranza cattolica, o comunque di radici culturali cristiane, ma sembra che l’onda montante nel Paese abbia ben diversa matrice. E non mancano, ormai, forze politiche come la Lega, che squallidamente cavalcano questa pericolosa onda dell’intolleranza, esclusivamente per fini elettorali.
In questi giorni il Parlamento del mio Paese, che si dichiara a maggioranza cristiana, ha deciso di cacciarvi via, vuole respingervi dall’Italia. Mi sono interrogato su quale sia il ruolo del Parlamento: accettare il ricatto interessato di fascisti e leghisti a recepire e ratificare gli umori del Paese oppure - nel rispetto dello spirito della Costituzione - attraverso le leggi, aiutare questo Paese a crescere. Io non sono un esperto di leggi, né un esperto dei problemi dell’immigrazione, tuttavia mi permetto di ricordare ai parlamentari del mio Paese, che una legge per regolamentare l’ingresso degli immigrati e che costituisca la Carta fondamentale per una convivenza multietnica, non può fondarsi sulla repressione, sui respingimenti indiscriminati e sullo stato di polizia, ma deve avere come presupposto l’accoglienza. Non si può considerare, in fact, "hostis" who gave the Constitution and our cultural tradition considers "hospes.
Therefore, brethren migrants, an invitation to come and stay in Italy because it is not true that you are criminals, because it is not true that you come to steal our jobs, it is not true that you are too, so it can not be integrated into our social fabric. I invite you to come and stay in Italy as in any case you have something to give, because you can help this country to change, because there are not only those who do not want you: fortunately, there are many who are happy to have you with us, and I do not see why racism should always prevail.
Come and stay in Italy if this is the place you love to live, because territorial boundaries, the idea of \u200b\u200bhomeland and nation are part of the past, we are all alike, citizens of one world.
I make my own the words of Don Tonino Bello, bishop and president of Pax Christi, and I ask you to accept them on behalf of all the Italian Christian: "Forgive us, brother foreigner, if we have not been able to bravely raise their voices to force the hand of our legislators. We still lack the audacity to cry that the rules in force in Italy, with regard to illegal immigrants like you, they taste police do not protect the most basic human rights, and are unworthy of a free nation like ours. "
Migrant brothers, do not listen to those who want you to believe that Italy is a racist country, are convinced that there are many people who would be very happy to shake a bit 'to make place. I am among them, ready to disobey the law just passed by Parliament, a law unjust, racist and inhumane, ready to entertain you and, if necessary, to hide. And I'm sure lots of my brother priests and fellow Italian will do the same. The Fathers of the Church has always claimed that "an unjust law is a law, and to disobey is a duty." For this I am ready to pay any price penalty for my disobedience, indeed, as soon as I autodenuncerò judicial authorities for "incitement to murder" and "apology to crime".
Meanwhile, as far as I'm concerned, welcome in Italy migrant brothers 'illegal'!
Don Vitaliano
our nation and 'THE WHOLE WORLD!
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